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	<title>Ucid Firenze &#187; Media &amp; stampa</title>
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	<description>Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti</description>
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		<title>LA PIAGA DELLA CORRUZIONE E IL SICOMORO DI ZACCHEO di don Leonardo Salutati</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 16:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso dell’udienza concessa ai partecipanti alla Conferenza Internazionale delle Associazioni di Imprenditori Cattolici (UNIAPAC) di giovedì 17 novembre scorso, nel suo discorso, Papa Francesco ha toccato vari temi tra i quali quello della corruzione. Il fenomeno non è certamente nuovo nelle le relazioni tra settore pubblico e settore privato o all’interno dello stesso privato. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso dell’udienza concessa ai partecipanti alla Conferenza Internazionale delle Associazioni di Imprenditori Cattolici (UNIAPAC) di giovedì 17 novembre scorso, nel suo discorso, Papa Francesco ha toccato vari temi tra i quali quello della corruzione. Il fenomeno non è certamente nuovo nelle le relazioni tra settore pubblico e settore privato o all’interno dello stesso privato. Le sue radici storiche sono molto lontane e ben note. Tuttavia, a partire dagli anni ’90, l’argomento è stato oggetto di rinnovato interesse e di studio da parte vari organismi internazionali. Lo scorso marzo anche il <strong>Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo</strong> (<strong>EPRS</strong>) ha redatto un rapporto che ha accertato come la corruzione imponga costi sociali, politici ed economici significativi per gli Stati europei, nessuno escluso, e per i suoi cittadini. Al riguardo, l’Italia rivela purtroppo una condizione quanto meno preoccupante.</p>
<p>Gli indici di corruzione generalmente si affidano alla percezione del fenomeno. Il più noto di queste misure è il <strong>Corruption Perception Index</strong> (<strong>CPI</strong>), pubblicato annualmente da <strong>Transparency International</strong>, un&#8217;organizzazione non governativa con sede a Berlino. In base ad esso, per il 2014, il livello di corruzione in Italia è tra i più alti in Europa. In una graduatoria di 175 paesi l&#8217;Italia occupa la 69esima posizione, a pari merito (o demerito) con Brasile, Grecia, e Senegal. La Germania, per esempio, occupa la 12esima posizione. La Banca Mondiale pubblica il <strong>Corruption Control Indicator</strong> (<strong>CCI</strong>) che per l&#8217;anno 2006 su 206 paesi, vedeva la Germania occupare il 16esimo posto, e l&#8217;Italia il 61esimo (le graduatoria di questi indici sono abbastanza costanti nel tempo, perché la corruzione è un fenomeno persistente).</p>
<p>Secondo le stime, anch’esse inevitabilmente approssimate data la particolarità delle indagini, ma più accreditate del <strong>PACI</strong> (<strong>Public Administration Corruption Index</strong>) sempre della Banca Mondiale, che non dipende dalla percezione del fenomeno ma è basato su informazioni &#8220;oggettive&#8221;, nel luglio 2015 su una classifica mondiale della corruzione di 125 paesi, l’Italia era al 19° posto.</p>
<p>Questo significa che non essere ad un livello di corruzione, per esempio, pari a quello della Germania, considerato un paese virtuoso e comunque all’ 11° posto, è costato all’Italia (dati 2014) circa 585 miliardi di Euro, a fronte di un Prodotto nazionale lordo pari a 1616 miliardi di Euro. Ai livelli di corruzione germanici, il reddito pro capite italiano sarebbe passato da 26600 Euro a 36300 circa, ovvero persino superiore a quello tedesco (dati IMF-WEO). E se il confronto lo effettuassimo con l&#8217;ancor più virtuosa Danimarca, al 6° posto e primo tra i paesi europei, l&#8217;impatto del differenziale di corruzione sarebbe una cifra enormemente più grande.</p>
<p>Se fossimo stati almeno al livello della Germania è stato calcolato che, in tredici anni nel periodo che va dal 2002 al 2014, il PIL sarebbe salito da un minimo di 128 a un massimo di 141 miliardi, i posti di lavoro sarebbero cresciuti fino a un milione e 180 mila unità, con un deficit pubblico ridotto fino a 105 miliardi e un debito pubblico ridimensionato di una somma enorme, al 58,3% del PIL (. Invece milioni di italiani hanno subito e subiscono la crisi e la disoccupazione, i giovani scappano sempre più all’estero, in aggiunta le sempre precarie condizioni della finanza pubblica hanno generato pesanti aumenti della tassazione. Senza considerare che in un mondo corrotto gli imprenditori trovano più vantaggioso investire nel coltivare le amicizie giuste per poi poter vincere contratti a suon di mazzette a loro beneficio, anziché dedicare energie per realizzare un buon prodotto a beneficio della società civile. Un&#8217;amministrazione corrotta, poi, non può che essere &#8220;statica&#8221; e restia a riforme e miglioramenti, minando la fiducia dei cittadini nel governo e pregiudicandone la legittimità percepita con gravi riflessi economici, perché le politiche di un governo dalla ridotta legittimità percepita tendono ad essere poco efficaci e, comunque, nella misura in cui la corruzione intacca la fiducia tra i cittadini, vi è pregiudizio per l’attività economica in generale.</p>
<p>Le conseguenze economiche e politiche della corruzione giustificano le severe parole del Papa che l’ha definita «la piaga sociale peggiore». «La menzogna» di cercare il profitto personale o del proprio gruppo sotto le parvenze di un servizio alla società. «La distruzione del tessuto sociale» sotto le parvenze del compimento della legge. «La legge della giungla mascherata da apparente razionalità sociale. È l’inganno e lo sfruttamento dei più deboli o meno informati. È l’egoismo più grossolano, nascosto dietro a un’apparente generosità».</p>
<p>La sua genesi è rinvenuta dal Papa nell’adorazione del denaro che rende il corrotto prigioniero di quella stessa adorazione. Egli considera la corruzione una frode alla democrazia, che sovente pervade tutti i livelli della società: politico, imprenditoriale, della comunicazione, delle organizzazioni sociali e dei movimenti popolari fino a quello religioso, e che apre le porte ad altri mali terribili come la droga, la prostituzione e la tratta delle persone, la schiavitù, il commercio di organi, il traffico di armi. «La corruzione è diventare seguaci del diavolo, padre della menzogna».</p>
<p>Papa Francesco ricorda ancora che può accadere che gli imprenditori si vedano tentati a cedere ai tentativi di ricatto o di estorsione, giustificandosi con il pensiero di salvare l’impresa e la sua comunità di lavoratori e che un giorno potranno liberarsi di quella piaga. Come pure può succedere che cadano nella tentazione di ritenere che piccoli atti di corruzione destinati a ottenere piccoli vantaggi non abbiano grande importanza giustificandosi col fatto che è qualcosa che fanno tutti. Tuttavia ricorda anche che una delle condizioni necessarie per il progresso sociale è l’assenza di corruzione e che qualsiasi tentativo di corruzione, attiva o passiva, è già cominciare ad adorare il dio denaro.</p>
<p>Per questo, da parte di tutti, è indubbiamente da raccogliere l’invito di Papa Francesco ad imitare Zaccheo (cfr. Lc 19, 1-10), quel ricco, capo degli esattori delle tasse di Gerico, che salì su un albero per poter vedere Gesù, con l’auspicio che il messaggio cristiano sia come il sicomoro di Gerico, un albero su cui salire, per incrociare lo sguardo di Gesù che invita a profonda conversione, affinché l’attività di tutte le imprese promuova sempre ed efficacemente il bene comune.</p>
<p>don Leonardo Salutati</p>
<p>_________</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Fonti:</strong></p>
<p>FRANCESCO, «Discorso ai partecipanti alla Conferenza Internazionale delle Associazioni di Imprenditori Cattolici (UNIAPAC)» (17 novembre 2016), in <a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/november/documents/papa-francesco_20161117_conferenza-uniapac.html" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/november/documents/papa-francesco_20161117_conferenza-uniapac.html&amp;source=gmail&amp;ust=1485362037661000&amp;usg=AFQjCNG77_b1Lq8cQvmu9uKzT2U262JZBQ">http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/november/documents/papa-francesco_20161117_conferenza-uniapac.html</a> (accesso 29/11/2016);</p>
<p>L. PICCI, «E se in Italia ci fosse la stessa corruzione che c’è in Germania?» (29 gennaio 2016), in <a href="http://www.ilpost.it/2016/01/29/e-se-in-italia-ci-fosse-la-stessa-corruzione-che-ce-in-germania/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.ilpost.it/2016/01/29/e-se-in-italia-ci-fosse-la-stessa-corruzione-che-ce-in-germania/&amp;source=gmail&amp;ust=1485362037661000&amp;usg=AFQjCNGPGZFq86mpvG1S4GJ-3JjfJdn-MQ">http://www.ilpost.it/2016/01/29/e-se-in-italia-ci-fosse-la-stessa-corruzione-che-ce-in-germania/</a> (accesso 29/11/2016);</p>
<p>INFODATA, «Quanto costa la corruzione agli italiani? Negli ultimi tre anni il male è cresciuto del 74%» (28 gennaio 2016), in <a href="http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/01/28/quanto-costa-la-corruzione-agli-italiani-negli-ultimi-tre-anni-il-male-e-cresciuto-del-74/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/01/28/quanto-costa-la-corruzione-agli-italiani-negli-ultimi-tre-anni-il-male-e-cresciuto-del-74/&amp;source=gmail&amp;ust=1485362037661000&amp;usg=AFQjCNF6VJtEoTsLobaqIG4GRY8so7DEvA">http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/01/28/quanto-costa-la-corruzione-agli-italiani-negli-ultimi-tre-anni-il-male-e-cresciuto-del-74/</a> (accesso 29/11/2016).</p>
<p>S.RIZZO, «“Rubati” 236 miliardi al Pil: il costo di evasione e corruzione» (5 luglio 2015), in <a href="http://www.corriere.it/economia/15_luglio_05/rubati-236-miliardi-pil-costo-evasione-corruzione-777e3cf0-22e2-11e5-85fc-cb21ea68cb1f.shtml?refresh_ce-cp" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.corriere.it/economia/15_luglio_05/rubati-236-miliardi-pil-costo-evasione-corruzione-777e3cf0-22e2-11e5-85fc-cb21ea68cb1f.shtml?refresh_ce-cp&amp;source=gmail&amp;ust=1485362037661000&amp;usg=AFQjCNFHawE3zRGBfwRgtim795WIhk3MHA">http://www.corriere.it/economia/15_luglio_05/rubati-236-miliardi-pil-costo-evasione-corruzione-777e3cf0-22e2-11e5-85fc-cb21ea68cb1f.shtml?refresh_ce-cp</a> (accesso 29/11/2016);</p>
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		<title>Alla ricerca di senso nel mondo del lavoro, dell’impresa e dell’economia</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 09:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno dei temi di cui si è discusso nella Commissione, presieduta dal Presidente Nazionale Dott. Giancarlo Abete, per la partecipazione dell’Ucid all’Expo di Milano 2015, riguarda la ricerca di senso nel mondo del lavoro, dell’impresa e dell’economia. Si tratta di un tema proposto dall’Ing. Alessandro Crespi, già Presidente del Gruppo Ucid della Lombardia, sperimentato sul [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei temi di cui si è discusso nella Commissione, presieduta dal Presidente Nazionale Dott. Giancarlo Abete, per la partecipazione dell’Ucid all’Expo di Milano 2015, riguarda la ricerca di senso nel mondo del lavoro, dell’impresa e dell’economia. Si tratta di un tema proposto dall’Ing. Alessandro Crespi, già Presidente del Gruppo Ucid della Lombardia, sperimentato sul territorio con un interessante Convegno che si è svolto a Piacenza nella scorsa primavera. Il tema è di grande rilevanza nell’ epoca delle forti  trasformazioni che stiamo vivendo e sarebbe molto utile farne un evento Ucid da presentare all’Expo del 2015.</p>
<p>Scopo di questa lettera è di presentare alcune riflessioni sul significato del lavoro nel mondo di ieri e di oggi, caratterizzato dalla globalizzazione e dal progresso scientifico e tecnico, soprattutto con la rivoluzione digitale.</p>
<p>Nel mondo greco e romano al lavoro non veniva attribuito grande significato ed era lasciato alle persone che non godevano della libertà. La rivoluzione si ha con il cristianesimo perchè tutti gli uomini sono liberi ed hanno pari dignità davanti a Dio. Sono i due grandi comandamenti dell’amore verso Dio e verso il prossimo che costituiscono il fondamento del messaggio evangelico. L’uomo con il proprio lavoro continua l’opera creatrice di Dio, traendo i frutti dalla terra per la sua esistenza.</p>
<p>Grandi cambiamenti si realizzano con il monachesimo e con la regola di San Benedetto<em> ora et labora</em>. L’economia dell’epoca era caratterizzata da un tempo di transizione: stava terminando l’economia curtense, sostanzialmente autarchica, in cui cioè tutti i prodotti agricoli e artigianali erano prodotti e consumati localmente, e si stava sviluppando un’economia totalmente diversa, caratterizzata dal commercio e dall’inizio di attività industriali. Finisce il baratto e compaiono le banche e l’uso della moneta.</p>
<p>Arriviamo quindi a grandi passi alla prima rivoluzione industriale della fine del 1700 e all’introduzione delle macchine che rivoluzionano il modo di lavorare, alla divisione del lavoro e alla specializzazione. Il modello organizzativo tayloristico svalorizza il significato del lavoro e quindi dell’uomo che lavora, alla ricerca dell’efficienza e della produttività. L’uomo diventa un piccolo ingranaggio anonimo della grande fabbrica. Si divide il lavoro e si divide l’uomo. Il lavoro viene considerato una merce come tutte le altre, soggetto alla legge universale della domanda e dell’offerta.  Come si legge in una monografia di F. Engels del 1878 “Essendo diviso il lavoro, anche l’uomo è diviso. Tutte le altre capacità fisiche e spirituali sono sacrificate alla formazione di una sola attività. Questa minorazione dell’uomo cresce nella stessa misura in cui cresce la divisione del lavoro, che raggiunge il suo più alto sviluppo nella manifattura. La manifattura scompone il mestiere nelle sue singole operazioni parziali, assegna ciascuna di queste stesse operazioni ad ogni singolo operaio come compito della sua vita e così lo incatena vita natural durante ad una determinata funzione parziale e ad un determinato strumento”. Nella catena di montaggio della grande fabbrica viene meno il rapporto che era tipico dell’epoca rinascimentale tra l’artigiano che crea e la cosa creata. Nella catena di montaggio si produce ma non si crea perché il lavoratore è anonimo rispetto al bene che viene prodotto. E’ la grande distinzione che fa Chesterton tra l’atto del creare e l’atto del produrre. La creazione di un bene implica prima il pensarlo nella mente dell’uomo, mentre la produzione no perché è mera esecuzione parcellizzata di un progetto che è stato pensato da altri. Manca in definitiva la concezione del lavoro come creazione di valore condiviso.</p>
<p>Marx ed Engels portano l&#8217;esempio della grande impresa manifatturiera con l&#8217;inserimento delle macchine, come esempio di lavoro diviso e parcellizato che porta all&#8217;annullamento della personalità e della dignità del lavoratore. La storia ha tuttavia smentito questa visione di Marx ed Engels e l&#8217;esempio più evidente lo abbiamo nella nostra Italia in cui è prevalente il sistema delle piccole e medie imprese e dei distretti. In tale sistema il lavoratore è molto valorizzato e contribuisce assieme al proprietario ad innovare continuamente l&#8217;impresa per rispondere alle sfide competitive del mercato. Le tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione hanno accelerato questa tendenza, intaccando il mito delle economie di scala e di scopo proprie dell&#8217;impresa manifatturiera di grandi dimensioni a cui pensavano Marx ed Engels . Il modello italiano è quello delle “piccole imprese e grandi reti”, grazie alle grandi potenzialità delle tecnologie, dell’informazione e della comunicazione. Il secondo errore di Marx ed Engels riguarda la mancata distinzione tra capitalista e imprenditore, come invece ci fa intuire il grande economista austriaco J. Schumpeter. L&#8217;imprenditore innovatore può anche essere non capitalista perchè ci sono le banche che creano credito e consentono la trasformazioni delle innovazioni dell&#8217;imprenditore in prodotti e servizi per il mercato.</p>
<p>La rivoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione della nostra epoca sconvolge i modi di produrre, di distribuire i beni e l’organizzazione del lavoro. L’organizzazione piramidale del lavoro con lo svolgimento di determinate mansioni senza alcuna responsabilità, tende a scomparire con l’applicazione delle nuove tecnologie digitali. L’uomo si riappropria del significato del proprio lavoro, ne diventa responsabile con un collegamento più stretto tra il risultato raggiunto e la remunerazione economica.</p>
<p>La Dottrina Sociale della Chiesa, fin dalla <em>Rerum novarum</em> del 1891 di Leone XIII, si rende interprete delle grandi trasformazioni del significato del lavoro nel corso dell’ultimo secolo. Si rifiuta il conflitto tra capitale e lavoro e la lotta tra le classi sociali, additando la via della solidarietà e della collaborazione con un impegno che deve partire dal basso coniugando i grandi valori della solidarietà e della sussidiarietà.</p>
<p>Un contributo fondamentale alla ricerca di senso nel mondo del lavoro, dell’impresa e dell’economia viene dato da Giovanni Paolo II con l’Enciclica sociale <em>Laborem exercens</em> del 1987. Giovanni Paolo II distingue tra lavoro in senso soggettivo e lavoro in senso oggettivo. Nel primo significato si guarda all’uomo con i suoi valori di libertà, responsabilità, dignità, creatività. Nel secondo, si considerano gli aspetti più strettamente economici e tecnologici del lavoro. Nell’enciclica si mette in guardia dal grande pericolo dell’economicismo, per cui tutto viene ridotto alla dimensione economica, trascurando tutte le altre dimensioni e, in primo luogo, quella spirituale. Giovanni Paolo II ci fa capire che l’economia non può essere spiegata con la sola economia, ma da tutti i valori dell’uomo che è fatto a immagine e somiglianza di Dio.</p>
<p>Questi grandi principi della Dottrina Sociale della Chiesa di Giovanni Paolo II, vengono ripresi e sviluppati da Papa Francesco nella <em>Evangelii gaudium</em> del 2013. Papa Francesco dice no all’economia dell’esclusione e delle disuguaglianze che genera violenza e allontanamento dall’obiettivo dello sviluppo per il bene comune universale.</p>
<p><strong>Giovanni Scanagatta</strong></p>
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		<title>Messa di Natale UCID 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 17:09:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Messa di Natale UCID con la presenza del Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi,  e monsignor Claudio Maniago nominato Vescovo ausiliare della Diocesi,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Messa di Natale UCID con la presenza del <span style="color: #545454;">Cardinale</span><span style="color: #545454;"> Giovanni Battista </span><span style="color: #545454;">Re</span><span style="color: #545454;">, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi</span>,  e monsignor Claudio Maniago nominato Vescovo ausiliare della Diocesi,</p>
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		<title>Messa di Natale UCID</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 17:07:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prima messa di natale UCID con sua eminenza il Cardinale Giovan Battista Re, il cardinale Giuseppe Betori e monsignor Claudio Maniago.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prima messa di natale UCID con sua eminenza il Cardinale Giovan Battista Re, il cardinale Giuseppe Betori e monsignor Claudio Maniago.</p>
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		<title>Evento con Corrado Passera</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 17:02:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente della sezione Ucid Firenze Guido Guidi insieme al Cardinale Antonelli incontrano Corrado Passera, consigliere delegato e CEO della Banca Intesa San Paolo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della sezione Ucid Firenze Guido Guidi insieme al Cardinale Antonelli incontrano Corrado Passera, consigliere delegato e CEO della <span style="color: #545454;">Banca </span><span style="font-weight: bold; color: #545454;">Intesa</span><span style="color: #545454;"> San Paolo. </span></p>
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		<title>Delegazione UCID 60° anniversario torino 2007</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2007 15:57:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Delegazione UCID 60° anniversario torino 2007]]></description>
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		<title>Congresso Nazionale 60° anni UCID</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Mar 2007 16:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Congresso Nazionale per la celebrazione del 60° di fondazione della UCID Nazionale con la partecipazione delle Eminenze Card. Tarcisio Bertone, Card. Ennio Antonelli, Card. Salvatore De Giorgi, Card. Severino Paletto. Cerimonia di consegna di 3 borse di studio. Torino, 5-6-7 ottobre]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Congresso Nazionale per la celebrazione del 60° di fondazione della UCID Nazionale con la partecipazione delle Eminenze Card. Tarcisio Bertone, Card. Ennio Antonelli, Card. Salvatore De Giorgi, Card. Severino Paletto. Cerimonia di consegna di 3 borse di studio.<br />
Torino, 5-6-7 ottobre</p>
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		<title>L&#8217;uomo di fronte al mistero di Dio</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2005 17:06:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Evento organizzato dalla sezione Ucid di Firenze sul tema &#8220;L&#8217;uomo di fronte al mistero di Dio&#8221; con relatore il sua Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Giovanni Battista Re.]]></description>
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