<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ucid Firenze &#187; Segreteria Ucid</title>
	<atom:link href="https://www.ucidfirenze.it/author/esociety/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ucidfirenze.it</link>
	<description>Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti</description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 Apr 2019 10:49:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.9.40</generator>
	<item>
		<title>SANTA MESSA IN PREPARAZIONE DELLA PASQUA 2019</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/santa-messa-in-preparazione-della-pasqua-2019/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/santa-messa-in-preparazione-della-pasqua-2019/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 14:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.ucidfirenze.it/?p=770</guid>
		<description><![CDATA[Carissimi, come ogni anno, mi permetto invitarvi a preparaci insieme alla Pasqua del Signore, partecipando alla Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo, cardinale Giuseppe Betori, Venerdì 12 Aprile p.v., alle ore 18,30 In San Salvatore al Vescovo. Un caro saluto Don Giovanni SCARICA QUI IL FILE &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,</p>
<p>come ogni anno, mi permetto invitarvi a preparaci insieme alla Pasqua del Signore,</p>
<p>partecipando alla Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo, cardinale Giuseppe Betori, Venerdì 12 Aprile p.v., alle ore 18,30</p>
<p>In San Salvatore al Vescovo.</p>
<p>Un caro saluto</p>
<p>Don Giovanni</p>
<p><a href="https://www.ucidfirenze.it/wp-content/uploads/2019/03/Santa-Messa-12-4-19.pdf" target="_blank">SCARICA QUI IL FILE</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/santa-messa-in-preparazione-della-pasqua-2019/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA PIAGA DELLA CORRUZIONE E IL SICOMORO DI ZACCHEO di don Leonardo Salutati</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/la-piaga-della-corruzione-e-il-sicomoro-di-zaccheo-di-don-leonardo-salutati/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/la-piaga-della-corruzione-e-il-sicomoro-di-zaccheo-di-don-leonardo-salutati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2017 16:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Media & stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ucidfirenze.it/?p=703</guid>
		<description><![CDATA[Nel corso dell’udienza concessa ai partecipanti alla Conferenza Internazionale delle Associazioni di Imprenditori Cattolici (UNIAPAC) di giovedì 17 novembre scorso, nel suo discorso, Papa Francesco ha toccato vari temi tra i quali quello della corruzione. Il fenomeno non è certamente nuovo nelle le relazioni tra settore pubblico e settore privato o all’interno dello stesso privato. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso dell’udienza concessa ai partecipanti alla Conferenza Internazionale delle Associazioni di Imprenditori Cattolici (UNIAPAC) di giovedì 17 novembre scorso, nel suo discorso, Papa Francesco ha toccato vari temi tra i quali quello della corruzione. Il fenomeno non è certamente nuovo nelle le relazioni tra settore pubblico e settore privato o all’interno dello stesso privato. Le sue radici storiche sono molto lontane e ben note. Tuttavia, a partire dagli anni ’90, l’argomento è stato oggetto di rinnovato interesse e di studio da parte vari organismi internazionali. Lo scorso marzo anche il <strong>Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo</strong> (<strong>EPRS</strong>) ha redatto un rapporto che ha accertato come la corruzione imponga costi sociali, politici ed economici significativi per gli Stati europei, nessuno escluso, e per i suoi cittadini. Al riguardo, l’Italia rivela purtroppo una condizione quanto meno preoccupante.</p>
<p>Gli indici di corruzione generalmente si affidano alla percezione del fenomeno. Il più noto di queste misure è il <strong>Corruption Perception Index</strong> (<strong>CPI</strong>), pubblicato annualmente da <strong>Transparency International</strong>, un&#8217;organizzazione non governativa con sede a Berlino. In base ad esso, per il 2014, il livello di corruzione in Italia è tra i più alti in Europa. In una graduatoria di 175 paesi l&#8217;Italia occupa la 69esima posizione, a pari merito (o demerito) con Brasile, Grecia, e Senegal. La Germania, per esempio, occupa la 12esima posizione. La Banca Mondiale pubblica il <strong>Corruption Control Indicator</strong> (<strong>CCI</strong>) che per l&#8217;anno 2006 su 206 paesi, vedeva la Germania occupare il 16esimo posto, e l&#8217;Italia il 61esimo (le graduatoria di questi indici sono abbastanza costanti nel tempo, perché la corruzione è un fenomeno persistente).</p>
<p>Secondo le stime, anch’esse inevitabilmente approssimate data la particolarità delle indagini, ma più accreditate del <strong>PACI</strong> (<strong>Public Administration Corruption Index</strong>) sempre della Banca Mondiale, che non dipende dalla percezione del fenomeno ma è basato su informazioni &#8220;oggettive&#8221;, nel luglio 2015 su una classifica mondiale della corruzione di 125 paesi, l’Italia era al 19° posto.</p>
<p>Questo significa che non essere ad un livello di corruzione, per esempio, pari a quello della Germania, considerato un paese virtuoso e comunque all’ 11° posto, è costato all’Italia (dati 2014) circa 585 miliardi di Euro, a fronte di un Prodotto nazionale lordo pari a 1616 miliardi di Euro. Ai livelli di corruzione germanici, il reddito pro capite italiano sarebbe passato da 26600 Euro a 36300 circa, ovvero persino superiore a quello tedesco (dati IMF-WEO). E se il confronto lo effettuassimo con l&#8217;ancor più virtuosa Danimarca, al 6° posto e primo tra i paesi europei, l&#8217;impatto del differenziale di corruzione sarebbe una cifra enormemente più grande.</p>
<p>Se fossimo stati almeno al livello della Germania è stato calcolato che, in tredici anni nel periodo che va dal 2002 al 2014, il PIL sarebbe salito da un minimo di 128 a un massimo di 141 miliardi, i posti di lavoro sarebbero cresciuti fino a un milione e 180 mila unità, con un deficit pubblico ridotto fino a 105 miliardi e un debito pubblico ridimensionato di una somma enorme, al 58,3% del PIL (. Invece milioni di italiani hanno subito e subiscono la crisi e la disoccupazione, i giovani scappano sempre più all’estero, in aggiunta le sempre precarie condizioni della finanza pubblica hanno generato pesanti aumenti della tassazione. Senza considerare che in un mondo corrotto gli imprenditori trovano più vantaggioso investire nel coltivare le amicizie giuste per poi poter vincere contratti a suon di mazzette a loro beneficio, anziché dedicare energie per realizzare un buon prodotto a beneficio della società civile. Un&#8217;amministrazione corrotta, poi, non può che essere &#8220;statica&#8221; e restia a riforme e miglioramenti, minando la fiducia dei cittadini nel governo e pregiudicandone la legittimità percepita con gravi riflessi economici, perché le politiche di un governo dalla ridotta legittimità percepita tendono ad essere poco efficaci e, comunque, nella misura in cui la corruzione intacca la fiducia tra i cittadini, vi è pregiudizio per l’attività economica in generale.</p>
<p>Le conseguenze economiche e politiche della corruzione giustificano le severe parole del Papa che l’ha definita «la piaga sociale peggiore». «La menzogna» di cercare il profitto personale o del proprio gruppo sotto le parvenze di un servizio alla società. «La distruzione del tessuto sociale» sotto le parvenze del compimento della legge. «La legge della giungla mascherata da apparente razionalità sociale. È l’inganno e lo sfruttamento dei più deboli o meno informati. È l’egoismo più grossolano, nascosto dietro a un’apparente generosità».</p>
<p>La sua genesi è rinvenuta dal Papa nell’adorazione del denaro che rende il corrotto prigioniero di quella stessa adorazione. Egli considera la corruzione una frode alla democrazia, che sovente pervade tutti i livelli della società: politico, imprenditoriale, della comunicazione, delle organizzazioni sociali e dei movimenti popolari fino a quello religioso, e che apre le porte ad altri mali terribili come la droga, la prostituzione e la tratta delle persone, la schiavitù, il commercio di organi, il traffico di armi. «La corruzione è diventare seguaci del diavolo, padre della menzogna».</p>
<p>Papa Francesco ricorda ancora che può accadere che gli imprenditori si vedano tentati a cedere ai tentativi di ricatto o di estorsione, giustificandosi con il pensiero di salvare l’impresa e la sua comunità di lavoratori e che un giorno potranno liberarsi di quella piaga. Come pure può succedere che cadano nella tentazione di ritenere che piccoli atti di corruzione destinati a ottenere piccoli vantaggi non abbiano grande importanza giustificandosi col fatto che è qualcosa che fanno tutti. Tuttavia ricorda anche che una delle condizioni necessarie per il progresso sociale è l’assenza di corruzione e che qualsiasi tentativo di corruzione, attiva o passiva, è già cominciare ad adorare il dio denaro.</p>
<p>Per questo, da parte di tutti, è indubbiamente da raccogliere l’invito di Papa Francesco ad imitare Zaccheo (cfr. Lc 19, 1-10), quel ricco, capo degli esattori delle tasse di Gerico, che salì su un albero per poter vedere Gesù, con l’auspicio che il messaggio cristiano sia come il sicomoro di Gerico, un albero su cui salire, per incrociare lo sguardo di Gesù che invita a profonda conversione, affinché l’attività di tutte le imprese promuova sempre ed efficacemente il bene comune.</p>
<p>don Leonardo Salutati</p>
<p>_________</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Fonti:</strong></p>
<p>FRANCESCO, «Discorso ai partecipanti alla Conferenza Internazionale delle Associazioni di Imprenditori Cattolici (UNIAPAC)» (17 novembre 2016), in <a href="http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/november/documents/papa-francesco_20161117_conferenza-uniapac.html" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/november/documents/papa-francesco_20161117_conferenza-uniapac.html&amp;source=gmail&amp;ust=1485362037661000&amp;usg=AFQjCNG77_b1Lq8cQvmu9uKzT2U262JZBQ">http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2016/november/documents/papa-francesco_20161117_conferenza-uniapac.html</a> (accesso 29/11/2016);</p>
<p>L. PICCI, «E se in Italia ci fosse la stessa corruzione che c’è in Germania?» (29 gennaio 2016), in <a href="http://www.ilpost.it/2016/01/29/e-se-in-italia-ci-fosse-la-stessa-corruzione-che-ce-in-germania/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.ilpost.it/2016/01/29/e-se-in-italia-ci-fosse-la-stessa-corruzione-che-ce-in-germania/&amp;source=gmail&amp;ust=1485362037661000&amp;usg=AFQjCNGPGZFq86mpvG1S4GJ-3JjfJdn-MQ">http://www.ilpost.it/2016/01/29/e-se-in-italia-ci-fosse-la-stessa-corruzione-che-ce-in-germania/</a> (accesso 29/11/2016);</p>
<p>INFODATA, «Quanto costa la corruzione agli italiani? Negli ultimi tre anni il male è cresciuto del 74%» (28 gennaio 2016), in <a href="http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/01/28/quanto-costa-la-corruzione-agli-italiani-negli-ultimi-tre-anni-il-male-e-cresciuto-del-74/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/01/28/quanto-costa-la-corruzione-agli-italiani-negli-ultimi-tre-anni-il-male-e-cresciuto-del-74/&amp;source=gmail&amp;ust=1485362037661000&amp;usg=AFQjCNF6VJtEoTsLobaqIG4GRY8so7DEvA">http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/01/28/quanto-costa-la-corruzione-agli-italiani-negli-ultimi-tre-anni-il-male-e-cresciuto-del-74/</a> (accesso 29/11/2016).</p>
<p>S.RIZZO, «“Rubati” 236 miliardi al Pil: il costo di evasione e corruzione» (5 luglio 2015), in <a href="http://www.corriere.it/economia/15_luglio_05/rubati-236-miliardi-pil-costo-evasione-corruzione-777e3cf0-22e2-11e5-85fc-cb21ea68cb1f.shtml?refresh_ce-cp" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.corriere.it/economia/15_luglio_05/rubati-236-miliardi-pil-costo-evasione-corruzione-777e3cf0-22e2-11e5-85fc-cb21ea68cb1f.shtml?refresh_ce-cp&amp;source=gmail&amp;ust=1485362037661000&amp;usg=AFQjCNFHawE3zRGBfwRgtim795WIhk3MHA">http://www.corriere.it/economia/15_luglio_05/rubati-236-miliardi-pil-costo-evasione-corruzione-777e3cf0-22e2-11e5-85fc-cb21ea68cb1f.shtml?refresh_ce-cp</a> (accesso 29/11/2016);</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/la-piaga-della-corruzione-e-il-sicomoro-di-zaccheo-di-don-leonardo-salutati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alla ricerca di senso nel mondo del lavoro, dell’impresa e dell’economia</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/alla-ricerca-di-senso-nel-mondo-del-lavoro-dellimpresa-e-delleconomia/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/alla-ricerca-di-senso-nel-mondo-del-lavoro-dellimpresa-e-delleconomia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 09:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Media & stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ucidfirenze.it/?p=681</guid>
		<description><![CDATA[Uno dei temi di cui si è discusso nella Commissione, presieduta dal Presidente Nazionale Dott. Giancarlo Abete, per la partecipazione dell’Ucid all’Expo di Milano 2015, riguarda la ricerca di senso nel mondo del lavoro, dell’impresa e dell’economia. Si tratta di un tema proposto dall’Ing. Alessandro Crespi, già Presidente del Gruppo Ucid della Lombardia, sperimentato sul [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei temi di cui si è discusso nella Commissione, presieduta dal Presidente Nazionale Dott. Giancarlo Abete, per la partecipazione dell’Ucid all’Expo di Milano 2015, riguarda la ricerca di senso nel mondo del lavoro, dell’impresa e dell’economia. Si tratta di un tema proposto dall’Ing. Alessandro Crespi, già Presidente del Gruppo Ucid della Lombardia, sperimentato sul territorio con un interessante Convegno che si è svolto a Piacenza nella scorsa primavera. Il tema è di grande rilevanza nell’ epoca delle forti  trasformazioni che stiamo vivendo e sarebbe molto utile farne un evento Ucid da presentare all’Expo del 2015.</p>
<p>Scopo di questa lettera è di presentare alcune riflessioni sul significato del lavoro nel mondo di ieri e di oggi, caratterizzato dalla globalizzazione e dal progresso scientifico e tecnico, soprattutto con la rivoluzione digitale.</p>
<p>Nel mondo greco e romano al lavoro non veniva attribuito grande significato ed era lasciato alle persone che non godevano della libertà. La rivoluzione si ha con il cristianesimo perchè tutti gli uomini sono liberi ed hanno pari dignità davanti a Dio. Sono i due grandi comandamenti dell’amore verso Dio e verso il prossimo che costituiscono il fondamento del messaggio evangelico. L’uomo con il proprio lavoro continua l’opera creatrice di Dio, traendo i frutti dalla terra per la sua esistenza.</p>
<p>Grandi cambiamenti si realizzano con il monachesimo e con la regola di San Benedetto<em> ora et labora</em>. L’economia dell’epoca era caratterizzata da un tempo di transizione: stava terminando l’economia curtense, sostanzialmente autarchica, in cui cioè tutti i prodotti agricoli e artigianali erano prodotti e consumati localmente, e si stava sviluppando un’economia totalmente diversa, caratterizzata dal commercio e dall’inizio di attività industriali. Finisce il baratto e compaiono le banche e l’uso della moneta.</p>
<p>Arriviamo quindi a grandi passi alla prima rivoluzione industriale della fine del 1700 e all’introduzione delle macchine che rivoluzionano il modo di lavorare, alla divisione del lavoro e alla specializzazione. Il modello organizzativo tayloristico svalorizza il significato del lavoro e quindi dell’uomo che lavora, alla ricerca dell’efficienza e della produttività. L’uomo diventa un piccolo ingranaggio anonimo della grande fabbrica. Si divide il lavoro e si divide l’uomo. Il lavoro viene considerato una merce come tutte le altre, soggetto alla legge universale della domanda e dell’offerta.  Come si legge in una monografia di F. Engels del 1878 “Essendo diviso il lavoro, anche l’uomo è diviso. Tutte le altre capacità fisiche e spirituali sono sacrificate alla formazione di una sola attività. Questa minorazione dell’uomo cresce nella stessa misura in cui cresce la divisione del lavoro, che raggiunge il suo più alto sviluppo nella manifattura. La manifattura scompone il mestiere nelle sue singole operazioni parziali, assegna ciascuna di queste stesse operazioni ad ogni singolo operaio come compito della sua vita e così lo incatena vita natural durante ad una determinata funzione parziale e ad un determinato strumento”. Nella catena di montaggio della grande fabbrica viene meno il rapporto che era tipico dell’epoca rinascimentale tra l’artigiano che crea e la cosa creata. Nella catena di montaggio si produce ma non si crea perché il lavoratore è anonimo rispetto al bene che viene prodotto. E’ la grande distinzione che fa Chesterton tra l’atto del creare e l’atto del produrre. La creazione di un bene implica prima il pensarlo nella mente dell’uomo, mentre la produzione no perché è mera esecuzione parcellizzata di un progetto che è stato pensato da altri. Manca in definitiva la concezione del lavoro come creazione di valore condiviso.</p>
<p>Marx ed Engels portano l&#8217;esempio della grande impresa manifatturiera con l&#8217;inserimento delle macchine, come esempio di lavoro diviso e parcellizato che porta all&#8217;annullamento della personalità e della dignità del lavoratore. La storia ha tuttavia smentito questa visione di Marx ed Engels e l&#8217;esempio più evidente lo abbiamo nella nostra Italia in cui è prevalente il sistema delle piccole e medie imprese e dei distretti. In tale sistema il lavoratore è molto valorizzato e contribuisce assieme al proprietario ad innovare continuamente l&#8217;impresa per rispondere alle sfide competitive del mercato. Le tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione hanno accelerato questa tendenza, intaccando il mito delle economie di scala e di scopo proprie dell&#8217;impresa manifatturiera di grandi dimensioni a cui pensavano Marx ed Engels . Il modello italiano è quello delle “piccole imprese e grandi reti”, grazie alle grandi potenzialità delle tecnologie, dell’informazione e della comunicazione. Il secondo errore di Marx ed Engels riguarda la mancata distinzione tra capitalista e imprenditore, come invece ci fa intuire il grande economista austriaco J. Schumpeter. L&#8217;imprenditore innovatore può anche essere non capitalista perchè ci sono le banche che creano credito e consentono la trasformazioni delle innovazioni dell&#8217;imprenditore in prodotti e servizi per il mercato.</p>
<p>La rivoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione della nostra epoca sconvolge i modi di produrre, di distribuire i beni e l’organizzazione del lavoro. L’organizzazione piramidale del lavoro con lo svolgimento di determinate mansioni senza alcuna responsabilità, tende a scomparire con l’applicazione delle nuove tecnologie digitali. L’uomo si riappropria del significato del proprio lavoro, ne diventa responsabile con un collegamento più stretto tra il risultato raggiunto e la remunerazione economica.</p>
<p>La Dottrina Sociale della Chiesa, fin dalla <em>Rerum novarum</em> del 1891 di Leone XIII, si rende interprete delle grandi trasformazioni del significato del lavoro nel corso dell’ultimo secolo. Si rifiuta il conflitto tra capitale e lavoro e la lotta tra le classi sociali, additando la via della solidarietà e della collaborazione con un impegno che deve partire dal basso coniugando i grandi valori della solidarietà e della sussidiarietà.</p>
<p>Un contributo fondamentale alla ricerca di senso nel mondo del lavoro, dell’impresa e dell’economia viene dato da Giovanni Paolo II con l’Enciclica sociale <em>Laborem exercens</em> del 1987. Giovanni Paolo II distingue tra lavoro in senso soggettivo e lavoro in senso oggettivo. Nel primo significato si guarda all’uomo con i suoi valori di libertà, responsabilità, dignità, creatività. Nel secondo, si considerano gli aspetti più strettamente economici e tecnologici del lavoro. Nell’enciclica si mette in guardia dal grande pericolo dell’economicismo, per cui tutto viene ridotto alla dimensione economica, trascurando tutte le altre dimensioni e, in primo luogo, quella spirituale. Giovanni Paolo II ci fa capire che l’economia non può essere spiegata con la sola economia, ma da tutti i valori dell’uomo che è fatto a immagine e somiglianza di Dio.</p>
<p>Questi grandi principi della Dottrina Sociale della Chiesa di Giovanni Paolo II, vengono ripresi e sviluppati da Papa Francesco nella <em>Evangelii gaudium</em> del 2013. Papa Francesco dice no all’economia dell’esclusione e delle disuguaglianze che genera violenza e allontanamento dall’obiettivo dello sviluppo per il bene comune universale.</p>
<p><strong>Giovanni Scanagatta</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/alla-ricerca-di-senso-nel-mondo-del-lavoro-dellimpresa-e-delleconomia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Speciale dono della chiesa fiorentina a Papa Francesco</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/speciale-dono-della-chiesa-fiorentina-a-papa-francesco/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/speciale-dono-della-chiesa-fiorentina-a-papa-francesco/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 16:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ucidfirenze.it/?p=677</guid>
		<description><![CDATA[Stamattina al termine dell’Udienza Generale in piazza San Pietro, l’Arcivescovo di Firenze, Cardinale Giuseppe Betori ha consegnato a Papa Francesco un’edizione speciale e preziosa dell’Evangeliario fiorentino. Con lui Mons. Timothy Verdon, direttore Ufficio dell’Arte Sacra e dei Beni Culturali Ecclesiastici e il diacono Alessandro Bicchi, che si sono occupati della ricerca delle immagini per la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina al termine dell’Udienza Generale in piazza San Pietro, l’Arcivescovo di Firenze, Cardinale Giuseppe Betori ha consegnato a Papa Francesco un’edizione speciale e preziosa dell’Evangeliario fiorentino.</p>
<p>Con lui Mons. Timothy Verdon, direttore Ufficio dell’Arte Sacra e dei Beni Culturali Ecclesiastici e il diacono Alessandro Bicchi, che si sono occupati della ricerca delle immagini per la pubblicazione; l’editore di Mandragora, Mario Curia; gli artisti Paolo Penko e Gabriele Maselli, che hanno realizzato il bassorilievo e la rilegatura della copertina.</p>
<p>L’Evangeliario, che raccoglie il testo dei Vangeli proclamati la domenica e nelle solennità dell’anno liturgico, è arricchito da molte immagini di opere tratte dalla grande storia dell’arte di Firenze e del suo territorio.</p>
<p>Una edizione speciale della pubblicazione è stata realizzata anche per la Cattedrale, mentre le altre copie stampate vengono donate dall’Arcivescovo a tutte le parrocchie nel corso della visita pastorale.</p>
<p><strong>Franco Mariani</strong><br />
Dal numero 32 – Anno I del 24/09/2014</p>
<p>(fonte www.laterrazzadimichelangelo.it)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/speciale-dono-della-chiesa-fiorentina-a-papa-francesco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli ingredienti per uscire dalla crisi: fatica e senso di responsabilità!</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/notizie-ucid-nazionale-1/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/notizie-ucid-nazionale-1/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 May 2014 11:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ucid Nazionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://themes.wplook.com/benevolence/?p=160</guid>
		<description><![CDATA[Il risultato dei lavori dell&#8217;UCID International School on the snow. I lavori della “UCID International School on the snow” edizione 2012, si sono aperti al Rifugio di Col Druscié (Cortina d’Ampezzo) alle 18:30 del 13 gennaio (fino a domenica 15), con il titolo “Talenti &#38; Passione”: l’incontro nazionale dei Giovani UCID (che sono arrivati numerossissimi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Il risultato dei lavori dell&#8217;UCID International School on the snow.</h3>
<p>I lavori della “UCID International School on the snow” edizione 2012, si sono aperti al Rifugio di Col Druscié (Cortina d’Ampezzo) alle 18:30 del 13 gennaio (fino a domenica 15), con il titolo “Talenti &amp; Passione”: l’incontro nazionale dei Giovani UCID (che sono arrivati numerossissimi da tutti gli angoli d’Italia), si sono svolti con il patrocinio della Conferenza Episcopale Italiana (l’Ufficio per i problemi sociali e del lavoro e la Pastorale Giovanile), dell’UNESCO (centro di Firenze), della Camera dei Deputati, della Regione del Veneto, e del Comune di Cortina d’Ampezzo, e con lo sponsor della Cassa di Risparmio del Veneto e dell’AGENA, e la media-partnership del quotidiano cattolico Avvenire, del Corriere del Veneto, del Corriere del Trentino, del Corriere dell’Alto Adige, di MondoLibero e di Radio Club 103.<br />
L’apertura dei lavori è affidata al padrone di casa, Manlio d’Agostino – Presidente Nazionale del Movimento Giovani UCID – che sottolinea come i primi successi di questa edizione siano già stati raggiunti: in primis, l’essersi ritrovati da tutta Italia a Cortina d’Ampezzo, con la speranza di fare sempre di più e meglio per il Bene Comune, ma soprattutto avendo avviato nuove collaborazioni con altre associazioni (sono presenti tra gli altri i esponenti apicali dei giovani imprenditori di Confartigianato, con i quali è stata lanciata una stretta collaborazione).<br />
“Siamo ancora una volta a Cortina, in un clima di responsabilità, con la consapevolezza che incontrarsi e discutere sia ancora essenziale nonostante abbiamo avviato molti progetti di comunicazione utilizzando i social network ed i nuovi media.<br />
Ci gratifica avere ricevuto l’attenzione di così importanti personalità, nonché il patrocinio di così importanti istituzioni, conferma che dobbiamo essere maggiormente responsabili e coerenti, perché le nostre azioni sono esempio per altri! E questo, molto spesso, comporta rinunce e sacrifici: per l’appunto, proprio ripartendo dal titolo di questa edizione, cerchiamo di mettere a frutto i nostri talenti con grande passione!” ha aggiunto d’Agostino, “i risultati della indagine che abbiamo condotto è un punto di partenza molto interessante, per formulare la nostra proposta (nel corso dei lavori dell’UCID School di Cortina d’Ampezzo, ndr), ma anche riprogettare la nuova strategia per il Bene Comune. Non vogliamo sussidi, ma solo la possibilità di esprimerci!”<br />
Quindi, è giunto il messaggio di augurio e di saluto di don Nicolò ANSELMI (Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Italiana) che richiama le parole del Santo Padre Benedetto XVI (in occasione degli auguri di Natale rivolgendosi alla Curia Vaticana ed il giorno 9 gennaio parlando agli ambasciatori accreditati presso al Santa Sede) di particolare attenzione alle “giovani generazioni”, ringraziando i giovani dell’Ucid per quello che stanno facendo nella chiesa e nella società, e sottolineando che per ogni giovane c’è un progetto definito “una vocazione alla felicità”, e sottolineando come sia “importante che i giovani rispondano in modo generoso e responsabile alle aspettative del Papa e in un certo senso del mondo intero”.<br />
Nel corso del primo incontro (venerdi sera a Col Druscié) con Alessandro Russello (il direttore de</p>
<p>l Corriere del Veneto) è emerso come bisogna premiare tutte le diverse forme di fatica del lavoro (contro le speculazioni), e l’innovazione delle imprese che valorizza la meritorietà dei migliori, ma soprattutto consente di arginare delle derive di un marketing che non risponde alle esigenze delle persone, ma tende solamente a creare nuovi bisogni indotti.<br />
I giovani UCID hanno chiaro che non servono sussidi finanziari, ma piuttosto la necessità di creare le condizioni per potersi esprimere e per poter conciliare il lavoro alla volontà di costruire, ancora oggi, una famiglia dal clima sereno.<br />
Il sabato sera, da Malga Misurina, Mons. Angelo Casile, responsabile dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e del lavoro della CEI, ha affermato che “Dio è il primo imprenditore” e ripercorrendo alcuni passi evangelici ha sottolineato la “bellezza” e l’impegno dell’azione costante di Dio, creando un modello a cui ispirarsi quotidiamente.<br />
Sulla stessa scia, Luca Bernabei (direttore di Lux Vide) nel raccontare la storia della propria casa di produzione, e le fasi di ideazione e di produzioni di alcune serie trasmesse in televisione, ha rappresentato – in modo semplice, ma diretto – come i valori cristiani siano alla base di tutte le scelte effettuate. La coerenza ed il senso di responsabilità di un dirigente cattolico che pensa come la televisione sia fatta da chi crea i contenuti, pensando alla sua azione educativa e sociale in favore di chi è seduto sul divano di casa. Bernabei ha sottolineato che bisogna sempre distinguersi per fare meglio degli altri, diventando punto di riferimento, ispirarsi sempre al Bene Comune ed alla Bellezza, ma anche essere orgogliosi di essere cristiani, anche nella tenacia di mantenere salde le famiglie (il buon esempio viene da chi ha 5 figli!).</p>
<p>Giancarlo Abete (presidente nazionale dell’UCID) ha tracciato le linee strategiche dell’azione dell’associazione e del comportamento degli iscritti, riprendendo alcuni degli spunti emersi nel corso delle due giornate di incontro, ma soprattutto sottolineando l’importanza di questa modalità “informale” di incontro soprattutto per quella parte di associazione che vuole consolidarsi per essere il futuro dell’UCID.<br />
Tre giorni intensi in cui si sono alternate attività formative ed attività di aggregazioni e sportive, per un modello differente nei modi, ma non nei contenuti, per formare la nuova classe dirigente ed imprenditoriale cristiana: la domenica mattina a conclusione dei lavori, tutti i partecipanti si sono ritrovati nella terrazza del Rifugio Col Druscié dove, alla presenza del Sen. Maurizio Sacconi (già Ministro del Lavoro, nel precedente Governo) e dell’Ass. Elena Donazzan (Assessore al Lavoro della Regione del Veneto) sono state consegnate le attestazioni di benemerenza ad alcuni giovani UCID che si sono distinti in questi mesi per l’impegno profuso.<br />
In quella occasione, sono stati ripercorsi i principali passaggi della proposta elaborata e che nei prossimi giorni verrà trasmessa alle Istituzioni laiche ed ecclesiali.<br />
Con grande spirito cristiano, il pensiero dei giovani dell’UCID – nel corso della celebrazione della Santa Messa del sabato e della domenica – è sempre andato a tutte le persone coinvolte nel naufragio della nave dell’Isola del Giglio.</p>
<p>Articolo tratto dal sito UCID Nazionale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/notizie-ucid-nazionale-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tassazione sulla crescita e sullo sviluppo: la curva di Laffer</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/notizie-ucid-nazionale2/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/notizie-ucid-nazionale2/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Apr 2014 11:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ucid Nazionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://themes.wplook.com/benevolence/?p=155</guid>
		<description><![CDATA[Agli inizi degli anni ottanta abbiamo assistito ad una intenso dibattito sugli effetti della tassazione sulla crescita e sullo sviluppo, in relazione alla forte espansione del settore pubblico sia dal lato della spesa che da quello delle entrate. Si chiamò allora in causa la curva di Arthur Laffer, che mette in relazione l’andamento della pressione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3>Agli inizi degli anni ottanta abbiamo assistito ad una intenso dibattito sugli effetti della tassazione sulla crescita e sullo sviluppo, in relazione alla forte espansione del settore pubblico sia dal lato della spesa che da quello delle entrate.</h3>
<p>Si chiamò allora in causa la curva di Arthur Laffer, che mette in relazione l’andamento della pressione fiscale con il gettito delle imposte. Tale relazione ha la forma di una parabola, con il massimo corrispondente ad un certo livello della tassazione. Al di sotto di tale livello, il gettito può crescere sia pure a tassi decrescenti all’aumentare della pressione fiscale. Superato tale livello, l’aumento della pressione fiscale si accompagna a tassi negativi della crescita del gettito[1].<br />
La curva di Laffer consentiva di aprire il discorso sul livello della tassazione massima compatibile con lo sviluppo nel lungo periodo, individuata in alcuni studi intorno al 30% del reddito.<br />
Il nostro Paese ha abbondantemente superato tale livello e occorre pertanto interrogarci sugli effetti economici di lungo periodo di tale situazione.<br />
Il problema riguarda soprattutto la tassazione complessiva del reddito delle imprese che ha raggiunto negli ultimi anni livelli inusitati. Solo recentemente il Governo ha cominciato ad affrontare tale problema con alcuni provvedimenti, peraltro di non grande portata.<br />
Nell’ultimo triennio la pressione fiscale complessiva sul reddito delle nostre imprese manifatturiere è passata da percentuali intorno al 40% a valori che in alcuni casi superano il 90%. La pressione fiscale sulle imprese è pertanto più che raddoppiata in un triennio, con effetti sui loro comportamenti soprattutto per quanto riguarda i modelli di sviluppo.<br />
Una prima reazione delle imprese potrebbe essere quella di accelerare gli ammortamenti delle immobilizzazioni materiali e immateriali, puntando ad un sostanziale pareggio del conto economico e quindi ad azzerare la tassazione. Ma questo comportamento incontra naturalmente degli evidenti limiti connessi con le aliquote massime consentite per gli ammortamenti.<br />
Ma c’è un altro effetto economico della eccessiva tassazione dei redditi di impresa che qui preme evidenziare. Esso riguarda i modelli di sviluppo dell’impresa e i processi di internazionalizzazione nel mondo globalizzato e di mobilità non solo dei beni e dei servizi ma di tutti i fattori della produzione.<br />
Agli attuali livelli di tassazione che raggiungono ormai il 100% dei redditi, l’impresa che vuole e può crescere non lo fa per linee interne espandendo il fatturato nel proprio Paese ed esportando una quota di esso, ma facendo acquisizioni di imprese all’estero, cioè investimenti diretti all’estero. Si tratta indubbiamente di una forma più elevata di internazionalizzazione rispetto alle esportazioni. In questo modo, ciò che conta per l’impresa non è tanto la quota di esportazioni che essa detiene, ma la quota di mercato mondiale che essa è in grado di controllare nel proprio settore, indipendentemente da dove produce. La produzione tende pertanto a spostarsi dal mercato interno ai mercati esteri dove è avvenuta l’acquisizione di impresa, con effetti produttivi ed occupazionali negativi per il nostro Paese e quindi per le entrate tributarie provenienti dalla tassazione dei redditi di impresa.<br />
L’impresa tende a spostare le proprie produzioni dove la tassazione è meno penalizzante, come pure per l’accesso ai vari fattori produttivi, con un impoverimento del Paese dove la tassazione è eccessiva per i processi di accumulazione e sviluppo.<br />
Un sistema industriale come il nostro che dipende molto per il finanziamento del suo sviluppo dal sistema bancario, e che presenta un basso livello di capitalizzazione, soprattutto per motivi fiscali, ha bisogno assoluto di rilanciare il risparmio di impresa (autofinanziamento) e questo obiettivo è raggiungibile solo con un regime diverso degli ammortamenti e con una minore tassazione dei redditi di impresa.<br />
Diversamente, non si riuscirà ad arrestare il pericoloso processo di deindustrializzazione in atto nel nostro Paese, con conseguenze negative per i processi di accumulazione e sviluppo e, in definitiva, per le possibilità occupazionali soprattutto delle nostre giovani generazioni.</p>
<address>[1] Possiamo presentare formalmente una versione modificata della curva di Laffer, mettendo in relazione non il gettito con la pressione fiscale, ma la dinamica del reddito con la pressione fiscale. Tale versione modificata può essere rappresentata nel modo seguente: Y = a + b T/Y – c (T/Y)^2; dove a, b e c sono dei parametri e T/Y la pressione fiscale come rapporto tra i tributi (T) e il reddito nazionale (Y). Se indichiamo la pressione fiscale con t, possiamo riscrivere la relazione prima indicata: Y = a + b t – c t^2. Il tasso di crescita del reddito in funzione della pressione fiscale può essere espresso con la derivata prima di Y rispetto a t. Possiamo pertanto scrivere: Y’ = b – 2ct. Tale espressione diventa nulla per t = b/2c. Pertanto, se b è uguale a c, la pressione fiscale a cui corrisponde una crescita nulla del reddito è pari al 50%. Se invece b è minore di c, la crescita del reddito è nulla per una tassazione minore del 50%. Infine, per b maggiore di c abbiamo una crescita nulla del reddito per una pressione fiscale superiore al 50%. Al di sotto di tali percentuali, la crescita del reddito è positiva mentre al di sopra la crescita del reddito è negativa.</address>
<p>&nbsp;</p>
<p>Articolo tratto dal sito UCID Nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/notizie-ucid-nazionale2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il futuro dell’Europa e il dilemma di Thomas Mann: rapporto Ucid</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/notizie-ucid-nazionale3/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/notizie-ucid-nazionale3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 12:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ucid Nazionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://themes.wplook.com/benevolence/?p=158</guid>
		<description><![CDATA[Il Terzo Rapporto UCID 2013/2014 afferma che per il nostro futuro abbiamo bisogno di più Europa e non di meno Europa, ma di una Europa diversa. E’ più che mai valido il vecchio dilemma di Thomas Mann: si riuscirà ad abbandonare l’idea attuale di “un’Europa tedesca” per sviluppare invece una “Germania Europea”, più aperta alle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;">Il Terzo Rapporto UCID 2013/2014 afferma che per il nostro futuro abbiamo bisogno di più Europa e non di meno Europa, ma di una Europa diversa.</h3>
<p>E’ più che mai valido il vecchio dilemma di Thomas Mann: si riuscirà ad abbandonare l’idea attuale di “un’Europa tedesca” per sviluppare invece una “Germania Europea”, più aperta alle esigenze degli altri popoli?<br />
I destini dell’Italia d della Germania sono incrociati e i tedeschi costituiscono il nucleo del nostro primo partner commerciale. Ma un tasso di cambio dell’euro rispetto al dollaro più vicino a 1,50 che a 1,00, risponde certamente molto di più agli interessi della Germani che a quelli dell’Italia.<br />
Nonostante queste condizioni ed altre fortemente penalizzanti come il fisco e la burocrazia asfissiante, le nostre imprese riescono ad esportare circa il 30% del prodotto interno lordo, una percentuale simile a quella della Cina.<br />
Dal 2000 la nostra competitività rispetto alla Germania in termini di costo del lavoro per unità di prodotto (clup) è molto penalizzata, in relazione ad una dinamica della produttività tremendamente bassa.<br />
Migliora invece in modo notevole la nostra competitività rispetto alla Germania, se misurata rispetto ai prezzi alla produzione, grazie ad una contrazione dei margini di profitto che però non è sostenibile nel medio – lungo periodo perché viene intaccato il risparmio di impresa e le possibilità di accumulazione e sviluppo.<br />
Un ruolo cruciale, ai fini della competitività, gioca la qualità delle esportazioni italiane decisamente superiore a quella delle esportazioni tedesche.<br />
In questi ultimi anni, il contributo delle nostre esportazioni nette alla crescita del prodotto interno lordo è stato largamente positivo, a fronte di un contributo negativo della domanda interna per consumi e investimenti.<br />
Senza il contributo delle esportazioni, la crescita della nostra economia sarebbe precipitata su valori negativi pericolosi.<br />
Di fronte a questo quadro e a quello altrettanto difficile dei paesi del Sud dell’Unione Europea, la Germania deve essere più europea ed essere meno rigida sulla moneta e sui parametri di Maastricht, soprattutto quelli fiscali (deficit e debito pubblico rispetto al PIL), per favorire la crescita e l’occupazione, soprattutto quella giovanile. Nel nostro paese il tasso di disoccupazione giovanile ha superato il 40 % e nel Sud il 60%.<br />
Un tasso di cambio dell’euro rispetto al dollaro vicino alla parità, darebbe una forte spinta alle nostre esportazioni e alla crescita, senza temere per i prezzi perché ora siamo in deflazione.<br />
Per il futuro dell’Europa abbiamo bisogno di leader, come è avvenuto all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, con la nascita della CECA e poi del Mercato Comune, ad opera di statisti illuminati dal cristianesimo come Adenauer, De Gasperi e Schumann. Altrimenti, come stiamo vedendo prevalgono i burocrati della Commissione Europea che ingessano e soffocano tutto con un eccesso di regole e direttive.<br />
Dicevamo prima che i destini dell’Italia e della Germania sono incrociati, anche se gli italiani non amano i tedeschi ma ammirano la Germania, mentre i tedeschi non ammirano gli italiani ma amano l’Italia, come è avvenuto per Goethe e oggi per Angela Merkel che sceglie Ischia per le proprie vacanze.<br />
La Germania ha veramente una grandissima responsabilità verso l’Europa. Molti sono coloro che non la ritengono all’altezza del compito: a cominciare dal filosofo tedesco Habermas.<br />
Volenti o nolenti, dobbiamo riporre le nostre speranze nella Germania. Se poi la Germania non volesse o non potesse realizzarle, sarebbe un disastro per tutti, a cominciare dai tedeschi destinati a soccombere, ancora una volta, ai sogni di grandezza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/notizie-ucid-nazionale3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Messa di Natale UCID 2010</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/messa-di-natale-ucid-2010/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/messa-di-natale-ucid-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 17:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Media & stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ucidfirenze.it/?p=662</guid>
		<description><![CDATA[Messa di Natale UCID con la presenza del Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi,  e monsignor Claudio Maniago nominato Vescovo ausiliare della Diocesi,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Messa di Natale UCID con la presenza del <span style="color: #545454;">Cardinale</span><span style="color: #545454;"> Giovanni Battista </span><span style="color: #545454;">Re</span><span style="color: #545454;">, Prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi</span>,  e monsignor Claudio Maniago nominato Vescovo ausiliare della Diocesi,</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/messa-di-natale-ucid-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Messa di Natale UCID</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/prima-messa-di-natale-ucid/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/prima-messa-di-natale-ucid/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 17:07:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Media & stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ucidfirenze.it/?p=660</guid>
		<description><![CDATA[Prima messa di natale UCID con sua eminenza il Cardinale Giovan Battista Re, il cardinale Giuseppe Betori e monsignor Claudio Maniago.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Prima messa di natale UCID con sua eminenza il Cardinale Giovan Battista Re, il cardinale Giuseppe Betori e monsignor Claudio Maniago.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/prima-messa-di-natale-ucid/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Evento con Corrado Passera</title>
		<link>https://www.ucidfirenze.it/incontro-con-passera/</link>
		<comments>https://www.ucidfirenze.it/incontro-con-passera/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 17:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Ucid]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Media & stampa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ucidfirenze.it/?p=656</guid>
		<description><![CDATA[Il presidente della sezione Ucid Firenze Guido Guidi insieme al Cardinale Antonelli incontrano Corrado Passera, consigliere delegato e CEO della Banca Intesa San Paolo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della sezione Ucid Firenze Guido Guidi insieme al Cardinale Antonelli incontrano Corrado Passera, consigliere delegato e CEO della <span style="color: #545454;">Banca </span><span style="font-weight: bold; color: #545454;">Intesa</span><span style="color: #545454;"> San Paolo. </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ucidfirenze.it/incontro-con-passera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
